Innovazione

Ecco come Tim, Fastweb e Wind rispondono a Iliad sulle tariffe

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L’articolo di Oscar Bodini, giornalista di Mf/Milano finanza, sui piani dei concorrenti di Iliad in risposta alle mosse del gruppo francese di Niel

Iliad è benvenuta in Italia, anche se è ancora presto per valutare gli eventuali impatti sul tasso d’abbandono.

CHE COSA DICE TIM CON CONTI SU ILIAD E NIEL

A margine della relazione di Consob ai mercati di lunedì scorso il presidente di Telecom Italia, Fulvio Conti, ha dedicato poche parole all’approdo del quarto operatore telefonico che (stando allo slogan con cui si è presentato poche settimane fa) promette di rivoluzionare il mercato della telefonia mobile in Italia.

CHE COSA E’ SUCCESSO IN FRANCIA CON ILIAD

In Francia, la società fondata da Xavier Niel è riuscita a conquistare progressivamente quote di mercato e margini a scapito di tutti gli operatori infrastrutturali tradizionali già presenti, facendo leva su tariffe all’osso. Una politica commerciale grazie a cui in pochi anni, stando agli ultimi dati che risalgono a fine aprile, ha saputo ritagliarsi una fetta di 20 milioni di abbonati: 6,5 milioni per l’offerta su banda larga/ultrabroadband e 13,8 milioni sul fronte della telefonia mobile.

COME I CONCORRENTI CONTRATTACCANO

Va da sé che anche in Italia gli altri operatori abbiano osservato con molta attenzione la proposta commerciale di Iliad, che al primo milione di sim attivate propone un prezzo d’abbonamento mensile di 5,99 euro destinato a comprimere ulteriormente le tariffe della concorrenza. Certo, c’è chi ha fatto notare le molte difficoltà che dovrà affrontare Iliad in Italia e tutte le incognite legate alla qualità del pacchetto appena lanciato. Eppure in questi giorni le offerte in questa direzione si stanno moltiplicando.

ECCO LE MOSSE DI TIM E WIND

A iniziare da Tim, che propone Seven IperGo, tariffa ad attivazione gratuita che per 7 euro al mese (a fronte di un obbligo di permanenza di 24 mesi) garantisce minuti e sms illimitati verso tutti e 30 gb di traffico (fino a una velocità 4g+). La controllata low cost Kena, nata oltre un anno fa proprio per cercare di giocare d’anticipo rispetto allo sbarco pianificato da Iliad, propone ancora per pochi giorni una soluzione d’abbonamento da 5 euro/mese che offre 1.000 minuti di conversazione, 50 sms e 20 gb di traffico dati in 3g. Wind propone invece un pacchetto comprensivo di 10 gb di traffico, 1.000 minuti voce e 500 sms a 10 euro per chi si trasferisce da altri operatori.

CHE COSA PROPONE IL GRUPPO DI HEDBERG

Nella proposta commerciale del gruppo guidato da Jeffrey Hedberg è anche prevista la visione gratuita per due mesi di serie tv e intrattenimento proposti da Nowtv Mobile, visibile da quattro dispositivi. La consorella H3g si era mossa con qualche settimana d’anticipo proponendo nuove declinazioni del suo piano All-In. L’offerta entry level costa 7 euro al mese e garantisce mille minuti di conversazione, mille sms e 10 gb di traffico, che diventano illimitati per chi ha anche l’offerta domestica 3Fiber (da 24,9 euro/mese).

LA RISPOSTA DI FASTWEB

Anche gli operatori virtuali stanno correndo ai ripari, cercando a loro volta di ribattere a Iliad riducendo ancora gli importi delle tariffe mensili richieste o arricchendo i pacchetti proposti. È il caso ad esempio di Fastweb, che ha raddoppiato da 10 a 20 gb il traffico dati (tramite una rete 4g+ fino a 300 Mbit/secondo) compreso nell’offerta Mobile Freedom, che prevede anche minuti di conversazione illimitati e 100 sms al prezzo di 10,95 euro/mese.

CHE COSA MEDITA POSTEMOBILE

Fino al 20 giugno, Postemobile propone invece a 7 euro/mese anziché 12 euro l’offerta personalizzabile Creami Style, che fa leva su 500 crediti (ciascun credito vale un sms o un minuto di conversazione) e 5 gb di traffico incluso. Ogni giga in più costa un euro.

I PROPOSITI DI LEVI CON ILIAD

Il country manager italiano di Iliad, Benedetto Levi, ha dichiarato che al momento non è in programma di estendere la sfida anche sul fronte dei contenuti, ma in Francia il gruppo ha già iniziato a percorrere proprio questa strada e prima o poi potrebbe dunque decidere esportare lo stesso modello.

(Estratto di un articolo pubblicato su Mf/Milano finanza)

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