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Che cosa ha deciso Facebook sulle app

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La società fondata da Zuckerberg ha avviato un’indagine per scoprire tutte le applicazioni che si sono appropriate indebitamente dei dati. Articolo di Giusy Caretto

Riacquistare la fiducia degli utenti, restaurare l’immagine del social e far credere a tutti che Facebook, ora, fa scelte migliori, rispetta la privacy degli utenti e li protegge. E così che Mark Zuckerberg ha annunciato un giro di controlli su migliaia di applicazioni presenti su Facebook, bloccandone (per il momento) almeno 200. Le applicazioni avrebbero utilizzato in modo improprio le informazioni personali degli utenti.

Le indagini, però, sono ancora all’inizio e la strada, per scoprire tutte le società che hanno tradito la nostra privacy, è ancora lunga.

LE INDAGINI DI FACEBOOK

Ime Archibong, vicepresidente di Facebook per il settore partnership, ha dichiarato che la società sta conducendo una “revisione completa” per identificare le applicazioni che hanno avuto accesso a grandi quantità di dati prima che il sito cambiasse le sue politiche nel 2014. Quando sorgono dubbi, Facebook approfondisce chiedendo spiegazioni alle aziende ed è pronta ad “eseguire verifiche che potrebbero includere ispezioni in loco”, ha scritto Archibong.

“C’è ancora molto lavoro da fare per trovare tutte le app che potrebbero aver usato male i dati degli utenti, ci vorrà del tempo. Stiamo investendo molto per assicurarci che questa indagine sia il più accurata e tempestiva possibile”, ha aggiunto il vicepresidente. Nel momento in cui Facebook scopre che un’app ha fatto un uso scorretto dei dati, la società ne vieta l’utilizzo e si sta attrezzando per permette agli utenti di verificare se sono vittime di tutto questo attraverso una pagina web dedicata .

200 APPLICAZIONI BLOCCATE

Fino ad oggi le applicazioni bloccate sono state 200. Tra queste è stato anche sospesa myPersonality, un’applicazione di quiz su Facebook lanciata nel 2007, colpevole di appropriazione indebita di dati secondo due ricercatori di Cambridge, Michal Kosinski e David Stillwell. Il database myPersonality, infatti, è servito come ispirazione per l’app costruita da Aleksandr Kogan , che è al centro dello scandalo di Cambridge Analytica.

Facebook ha sospeso myPersonality il 7 aprile dopo aver scoperto che l’app potrebbe aver violato le norme sulla privacy.

LO SCANDALO CAMBRIDGE ANALYTICA

Inchieste del New York Times e del Guardian hanno scoperto che Cambridge Analytica ha raccolto i dati personali di oltre 50 milioni di utenti. Questi dati sarebbero stati utilizzati per costruire un potente programma software che sarebbe in grado di prevedere e influenzare anche le scelte elettorali degli utenti.

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