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Facebook chiamato in causa: il social viola la privacy degli utenti usando in modo illecito i dati biometrici delle persone

Facebook chiamato in tribunale, per violazione della privacy. Alcuni utenti dell’Illinois hanno accusato il social di aver violato la privacy raccogliendo e usando in modo illecito i dati biometrici delle persone. Un esempio pratico: il social network utilizza questi dati per riconoscere le persone da taggare nelle foto pubblicate sulla piattaforma.

Gli utenti sono convinti che la piattaforma crei una ‘impronta del volto’, ovvero delle rappresentazioni geometriche delle facce della gente, senza avere un esplicito consenso a farlo.

C’è da dire che il social di Marck Zuckemberg chiarisce bene, nei termini di servizio, che Facebook risponde solo alle leggi della California e a quelle federali. Non è d’accordo il giudice dell’Illinois, che sostiene che la compagnia deve rispondere anche al “Biometric Information Privacy Act” dell’Illinois, che proibisce la raccolta di dati biometrici. È per questo che il tribunale ha infatti respinto la richiesta di rigettare il caso avanzata dai legali della compagnia.

Facebook come Google, quindi. Big G. a marzo è stato colpito da un’accusa simile per il suo servizio Foto, anche questo in contrasto con la legge dell’Illinois.

Le accuse non toccano l’Europa. Qui Facebook nel 2012 ha dovuto disabilitare il riconoscimento facciale per venire incontro alle riserve della Commissione irlandese per la protezione dei dati personali.

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Facebook triplica gli utili

Un trimestrale sopra ogni aspettativa, per Facebook, che ha registrato profitti netti triplicati a 1,51 miliardi e balzati dell’87% a 2,2 miliardi escludendo alcuni costi, pari a 77 centesimi per azione contro i 62 previsti. É aumentato del 52%, a 5,38 miliardi di dollari rispetto ai 5,26 anticipati, anche il fatturato. La buona notizia fa volare il titolo, che guadagna in borsa fino al 9%.

La piattaforma si distingue tra i big: i conti sono stati rivelati dopo che Apple ha annunciato il primo calo dei ricavi trimestrali dal 2003 e che Twitter e Google hanno annunciato risultati al di sotto delle aspettative del mercato.La cassaforte del social è Facebook Mobile, che ha contribuito per l’82% del totale delle entrate da inserzioni, in crescita dal 73% di un anno fa. Sono gli incassi sulla raccolta pubblicitaria a rappresentare la quasi totalità dei ricavi, 5,2 miliardi con un incremento del 57%. Per questo 2016, Facebook dovrebbe aggiudicarsi il 12% della pubblicità digitale globale.

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