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Smart Grid

Le smart grid cambiano la gestione della rete elettrica, la rendono intelligente ed efficiente

Le smart grid rivoluzioneranno il sistema di produzione e distribuzione dell’energia: lo renderanno intelligente, aiutandoci a risparmiare e a rispettare l’ambiente. Di tutto questo è convinto Livio de Santoli, presidente di AiCARR, associazione italiana condizionamento dell’aria riscaldamento e refrigerazione, che ha affermato che “Le smart grid cambieranno il paradigma della produzione di energia e cambieranno anche il paradigma economico delle nostre comunità”.

“Il futuro in campo energetico e ambientale si basa sulle nuove tecnologie ma anche sulla necessità da parte di “una finanza paziente” di affrontare investimenti strategici perché è necessario individuare misure finanziarie innovative, stante il fatto che non vi sono barriere tecnologiche all’implementazione di politiche di efficienza energetica. La realizzazione di grandi reti energetiche, integrate con quelle delle telecomunicazioni e dei trasporti, può costituire il rilancio di un Paese capitalizzando, parallelamente, benefici sul piano sia della crescita che dell’occupazione. Gli investimenti hanno bisogno di un approccio basato su un rinnovato rapporto tra finanza ed economia reale, come l’Europa in definitiva auspica con il ruolo di agente nazionale di sviluppo a cui sono chiamate le Casse Depositi e Prestiti nazionali”, ha riferito De Santoli in occasione della presentazione del nuovo libro “Strategia per le Comunità dell’Energia su scala Urbana”, presentato durante Mostra Convegno ExpoComfort, la tre giorni dedicata al settore della climatizzazione e delle rinnovabili.

smart grid

“L’energia in quanto bene comune è bene da tutelare, ma anche, in quanto risorsa, deve essere sicura, pulita – dove efficienza energetica e fonti rinnovabili sono l’unica opzione – e perciò strumento necessario per la tutela della nostra stessa identità. Il tema dell’energia può e deve interpretare tutto questo. La visione gerarchica del modello esistente, unico possibile nell’era del petrolio, ha solo inasprito la frustrazione dell’individuo in un mercato che dovrebbe essere libero e sicuro mentre invece rappresenta la negazione di qualunque responsabilità personale. Occorre trovare un modello che permetta di coniugare le trasformazioni causate dall’uomo con la sostenibilità e con la lotta agli sprechi e all’inquinamento. Per far questo occorrerà passare, nelle tematiche ambientali, energetiche e sociali, dalla concentrazione alla diffusione, dalla gerarchia alla democrazia, dal monopolio alla condivisione, da alti investimenti di capitali ad alti investimenti di lavoro”.

“La realizzazione di una Comunità dell’Energia necessita dell’adozione di tecnologie coerenti con la gestione intelligente dei flussi energetici e informativi. Ciascuna tecnologia è caratterizzata in termini di funzionalità, di disponibilità sul mercato e di grado di centralizzazione. Tutto questo deve essere inquadrato in un contesto chiaro di definizioni ed obiettivi, anche per non lasciare indeterminata e utopistica la struttura identitaria di un cambiamento ormai ineludibile”.

Su questo tema si sono confrontati non solo esperti del settore ma anche politici e rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il sindaco di Rho, Pietro Romano e l’assessore all’Università, Ricerca e Open Innovation della Regione Lombardia, Luca Del Gobbo.

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