Energia

Tutti i dettagli sull’accordo atomico tra Russia e Turchia

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L’accordo dichiarato tra Russia e Turchia prevede la costruzione di una unità nucleare su 4, ma serve accelerare per concludere i lavori entro il 2023. Articolo di Giusy Caretto

Nelle scorse ore, ad Ankara, è andato in scena un vertice fondamentale per gli equilibri geopolitici del Medio-Oriente: l’incontro bilaterale tra Vladimir Putin e Recep Tayyp Erdogan. I due hanno discusso su Siria, sistema missilistico S-400 e centrale nucleare di Akkuyu.

Le righe che seguono si concentreranno proprio su quest’ultimo argomento: la Turchia avrà una sua centrale nucleare, provando a svincolarsi dalla dipendenza di gas russo, ma di fatto rafforzando la sua sottomissione energetica a Mosca.

LA CENTRALE NUCLEARE DI AKKUYU

Tra i compiti russi in Turchia, appunto, c’è la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu, nella regione di Marsin. La realizzazione dell’opera è stata appaltata al colosso dell’energia atomica russo, Rosatom.

“Quando tutte e quattro le unità saranno attivate, la sola centrale nucleare di Akkuyu sarà in grado di fornire il dieci per cento del fabbisogno totale di elettricità della Turchia, equilibrando il nostro portafoglio energetico che attualmente dipende in gran parte dal petrolio, dal gas e dal carbone”, ha spiegato il presidente turco Erdogan.

COSA PREVEDONO GLI ACCORDI

Turchia e Russia, al momento, hanno trovato un accordo dichiarato per la realizzazione di una unità nucleare su quattro (quindi 1,200 MW, al momento).

Secondo i progetti di Rosatom, “alla costruzione della centrale nucleare di Akkuyu parteciperanno 10000 persone, e dopo il completamento alla centrale lavoreranno 3500 impiegati, la maggior parte dei quali saranno cittadini turchi” ha dichiarato Ministero dell’energia della Turchia Fatih Dönmez.

UNA VITTORIA PER MOSCA

Per Mosca la vittoria è altrettanto importante. L’accordo prevede che la Russia controlli il 51% delle quote. Il 49% potrà essere ceduto ad altri investitori.

BISOGNA ACCELERARE

Il 2 dicembre 2017 è stata completata la fondazione della piastra di base dell’edificio del reattore dell’unità di potenza n.1. Erdogan vorrebbe fissare la cerimonia di apertura nel 2023, per il centenario della repubblica turca: Quell’anno sembra rappresentare uno spartiacque verso una nuova Turchia, visto che molti progetti militari e civili hanno come momento chiave proprio il 2023.

Per accontentare Erdogan, però, bisognerà accelerare. Il “construction period” avrebbe dovuto iniziare nel 2011, ma i tempi non sono sono stati rispettati. A questo si aggiunge anche che i recenti disimpegni dei partners turchi di Rosatom, aumentano la paura di possibili futuri ulteriori stop&go.

TURCHIA SEMPRE PIU’ DIPENDENTE DALLA RUSSIA

Grazie a questo progetto, la Turchia avrà finalmente una propria centrale nucleare, attraverso cui provare a ridurre la dipendenza dalla Russia. Sarà davvero così? Non proprio. Ad oggi, la Turchia compra dalla Russia il 55% di tutto il gas importato nel Paese. Grazie al nucleare, Ankara ridurrà sì la dipendenza dal gas russo, ma questa verrà rimpiazzata dalla dipendenza nel settore nucleare, evidenzia l’articolo.

PROGETTO IMPORTANTE PER L’INDUSTRIA TURCA

Il progetto avrà anche importanti risvolti per l’industria locale. Alla Turchia, infatti, spetterà garantire le consegne del 35-40% dei materiali per la costruzione della centrale nucleare Akkuyu, per un valore di 6-8 miliardi di dollari.

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