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Energia

Le aste non vanno bene  per “lotti di consumatori elettrici, perchè annullerebbero la possibilità di  scelta del  consumatore, che diventerebbe invece oggetto passivo”

 

Da giugno 2019 ci sarà la piena liberalizzazione del mercato retail dell’energia elettrica e del gas, con la conseguente fine del Servizio a Maggior Tutela, come stabilito dalla legge Concorrenza, entrata in vigore il 29 agosto.

Scegliere il mercato libero, in realtà, è già cosa possibile, ma la maggior parte degli utenti usufruiscono del regime tutelato, in cui condizioni e tariffe applicati dai vari fornitori sono stabiliti dall’Autorità per l’energia.

Nei prossimi mesi, circa 20 milioni di clienti, dovranno individuare un fornitore in regime di concorrenza. Fornitore, appunto. Il distributore non cambia. Cambierà la bolletta, ma non il contatore no. Gli impianti di erogazione della materia energia o gas non cambiano, poiché sono legati all’azienda locale che detiene l’appalto di distribuzione (come A2A e ACEA). Il fornitore dell’energia in accordo con il distributore erogherà nella residenza del cliente la propria energia prodotta.

Il cambio della bolletta, invece, non riguarda solo il marchio. Anche i costi saranno suddivisi più esplicitamente. Ci sarà una voce per il prezzo dell’energia  fornita, che rispetterà l’accordo di offerta firmato dal cliente con la società scelta del mercato libero, e una voce con le accise e i costi di distribuzione, che ovviamente sono fissi, a prescindere dall’operatore scelto.

La liberalizzazione del mercato, sarà un’opportunità per mercato e consumatori. “Le liberalizzazioni sono sempre utili al raggiungimento di una maggiore concorrenza, se guardiamo a settori come i carburanti o la telefonia si è sempre assistito a un calo dei prezzi e a imponenti risparmi”, come ha spiegato Davide Tabarelli, presidente di Nonisma Energia, che nelle scorse settimane scorse ha pubblicato lo studio “Mercato elettrico e del gas: fine della tutela e benefici delle liberalizzazioni”.

Nel campo dell’energia, proprio come accennavamo, in Italia c’è già la possibilità di risparmiare in modo importante. “I clienti più attenti che utilizzano il web o che riescono a sfruttare le carte vantaggio di fidelizzazione, possono arrivare a un risparmio di 1.222 euro l’anno, circa l’80% della bolletta media di gas ed elettricità”.

Per aiutare il passaggio al mercato libero dell’energia, il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà adottare, entro il 29 Aprile, un decreto per definire le misure necessarie al superamento del regime tutelato.

I consumatori, invece, potranno affidarsi a “strumenti già disponibili e sviluppati dal regolatore come il Trova offerte (che consente di paragonare le offerte), la Tutela Simile e le offerte Placet”. Quest’ultima è un’offerta predefinita rivolta a famiglie e piccole imprese a Prezzo Libero, A Condizioni Equiparate di Tutela. Si tratta di un’offerta a condizioni contrattuali prefissate definite dall’Autorità, ma a prezzi liberamente stabiliti dal venditore, in accordo ad una struttura chiara e comprensibile.

Si parla anche di aste, considerate da Tabarelli “uno strumento che va benissimo se parliamo di beni e servizi. Per le aste per “lotti di consumatori elettrici” si tratterrebbe invece di “compra-vendita” di clienti. Il che sarebbe una contraddizione perchè annullerebbe la possibilità di  scelta del  consumatore, che diventerebbe invece oggetto passivo, il contrario di quello che diventerebbe con le liberalizzazioni”.

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