Economia

Leonardo, ecco che cosa succederà alla cassa dell’ex Finmeccanica secondo Profumo

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ALESSANDRO PROFUMO AD LEONARDO

Tutti i dettagli sulle prospettive finanziarie di Leonardo, il gruppo ex Finmeccanica presieduto da De Gennaro e capitanato da Profumo

Più di trentatre miliardi di ordini attualmente in portafoglio. Da qui partirà il 2018 di Leonardo secondo la relazione del board diffusa a margine dell’approvazione del bilancio 2017.

Circoscrivendo l’analisi all’anno in corso, che dovrebbe essere “di consolidamento” secondo l’amministratore delegato Alessandro Profumo, si prevede una lieve crescita per l’azienda ex Finmeccanica. Gli outlook per il 2018 prevedono ordini fra i 12,5 e i 13 miliardi, ricavi fra gli 11,5 e i 12 miliardi, utili al netto di interessi fra i 1075 e i 1125 milioni. Infine, dovrebbe restare stabile l’indebitamento netto del gruppo, a 2,6 miliardi.

IL FOCF SI RIDUCE

Per il 2018 si prevede un flusso di cassa operativo post investimenti di circa 100 milioni, in riduzione rispetto al passato (nel 2016 e 2017 si è attestato sui 537 milioni). La riduzione, si legge nel comunicato diffuso da Profumo, “riflette il profilo finanziario del contratto Euro Fighter Kuwait (la fornitura di 28 aerei caccia, ndr) – caratterizzato da importanti assorbimenti di cassa associati al ramp up delle produzioni in vista delle consegne previste nei prossimi anni a fronte degli anticipi incassati nel 2016 e 2017 – oltre che il progressivo assorbimento di anticipi da clienti su altri contratti. A tali fattori vanno aggiunti maggiori investimenti, funzionali a sostenere e perseguire la crescita attesa, nonché le performance della divisione Aerostrutture, che incidono negativamente sul profilo di cassa del Gruppo”. I dettagli degli outlook sui vari settori si possono approfondire qui)

L’INDEBITAMENTO DI GRUPPO

Indebitamento netto di Gruppo? Pari a 2.579 milioni di euro, in miglioramento del 9% rispetto al 2016, nonostante gli esborsi derivanti dall’acquisizione di Daylight Solutions e delle ulteriori quote di Avio (per complessivi € 168 mil.), nonché dal pagamento dei dividendi (€ 81 mil.), si legge nei documenti della capogruppo: “La variazione negativa dei debiti finanziari è attribuibile al rimborso del prestito obbligazionario in scadenza nel mese di dicembre e ai riacquisti di bond operati nel 2017, al netto del collocamento di un nuovo prestito obbligazionario da € 600 mil”.

LE OPERAZIONI FINANZIARIE

Nell’estate 2017 Leonardo ha collocato nuove obbligazioni quotate sulla Borsa di Lussemburgo. Si tratta di titoli della durata di 7 anni per un ammontare a 600 milioni di euro, con cedola annua dell’1,50%. L’ha fatto, si legge nel comunicato stampa diffuso da Profumo, “per far fronte alle esigenze di finanziamento e ridurre il costo medio del proprio debito”.

Inoltre, Leonardo ha riacquistato un importo nominale di 30 milioni di sterline a valere sul prestito obbligazionario emesso nel 2009. Ciò gli ha permesso di ridurre l’importo nominale residuo a 288 milioni di sterline.

A dicembre la società, tramite la sua controllata Leonardo US Holding, ha acquistato ulteriori quote delle obbligazioni per un valore complessivo di 300 milioni di dollari. Inoltre, ha riscattato l’importo della totalità delle sue obbligazioni in scadenza nel 2029, per circa 434 milioni di dollari. “In entrambi i casi le obbligazioni sono state cancellate”, spiega Profumo, per un costo complessivo delle operazioni di 97 milioni di euro. Una strategia che “consentirà di ridurre gli oneri finanziari futuri del Gruppo per circa 480 milioni di dollari”.

LE ULTIME MANOVRE

“Nel mese di febbraio 2018 – mette in evidenza il gruppo presieduto da Gianni De Gennaro – Leonardo ha sottoscritto una nuova linea Revolving Credit Facility (RCF) con un pool di 26 banche nazionali e internazionali”. La nuova RCF prevede il pagamento di un margine di 75 punti base sull’Euribor in riduzione di 25 punti base rispetto ai 100 punti base della precedente operazione firmata nel luglio 2015, con conseguenti benefici sugli oneri finanziari: “E’ stata inoltre ridotta la dimensione a 1,8 miliardi di euro, rispetto ai 2 miliardi di euro della precedente – per allinearla alle esigenze di cassa del gruppo -, ed estesa la scadenza a febbraio 2023, anno attualmente libero da impegni di rimborso sul mercato dei capitali. Sono stati, inoltre, confermati i covenant finanziari già esistenti nella RCF in precedenza ampiamente descritta”, si legge nella relazione.

IL RATING DELLE OBBLIGAZIONI

Attualmente i prestiti obbligazionari di Leonardo sono classificati dalle principali agenzie con le seguenti valutazioni: per Moody’s Ba1 (positivo), per Standard&Poor’s BB+ (stabile), per Fitch BBB- (stabile). Da segnalare che nel secondo semestre 2017 “Fitch ha migliorato il proprio giudizio riportando Leonardo a livello Investment Grade”. La nota diffusa dalla società sottolinea che “non ci sono clausole di default legate al credit rating”.

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