Economia

Bper, ecco le novità del cda e le voci su Unipol, Mps, Carige, Creval e Sondrio

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Fatti, numeri, indiscrezioni e scenari su Bper nell’approfondimento di Michele Arnese

L’alleanza fra Unipol, fondazioni bancarie azioniste, cda passato e Confindustria locale lascia il segno nell’assemblea dei soci di Bper che ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione della banca Banca popolare dell’Emilia Romagna. Ecco i dettagli e i risultati sull’esito sabato scorso dell’assemblea di Bper guidata dall’ad, Alessandro Vandelli, con indiscrezioni, commenti e scenari: il ruolo di Unipol si farà sempre più sentire, anche e soprattutto nel risiko che condurrà Bper a essere protagonista di un’aggregazione. Scontata la prossima nomina a presidente di Pietro Ferrari: l’attuale presidente di Confindustria Emilia Romagna, nonché membro del comitato esecutivo.

CHI HA VINTO

La lista 1, quella proposta dal cda uscente e sostenuta dai principali grandi soci della banca, ha ottenuto il 73,4% delle preferenze: porta in consiglio 12 persone, tra cui l’attuale amministratore delegato, Alessandro Vandelli. Tre, invece, sono gli eletti rappresentanti della lista 2 presentata dai fondi di investimento, che ha ottenuto il 26,5% dei voti. I risultati sono stati apprezzati stamattina in Borsa.

COME E’ COMPOSTO IL NUOVO CDA

Ecco il nuovo consiglio d’amministrazione di Bper frutto dell’assemblea dei soci: Alessandro Vandelli, Riccardo Barbieri, Massimo Belcredi, Mara Bernardini, Luciano Filippo Camagni, Giuseppe Capponcelli, Pietro Ferrari, Elisabetta Gualandri, Ornella Moro, Mario Noera, Rossella Schiavini e Valeria Venturelli della lista 1. Tra loro anche il presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Pietro Ferrari, uno dei favoriti per la presidenza di Bper Banca. Per la lista 2 sono stati eletti Roberta Marracino, Alessandro Foti e Marisa Pappalardo.

I CONTI 2017 APPROVATI

L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio economico del 2017 che si è chiuso con un utile netto d’esercizio di 176,4 milioni di euro a fronte dei 14,3 milioni del 2016. L’assemblea – presente al momento del voto con 44,90% del capitale sociale – ha dato il via anche alla proposta di dividendo cash di 11 centesimi per azione, in crescita rispetto ai 6 centesimi del 2016. Hanno votato a favore del bilancio presentato dal board guidato da Vandelli il 94,06% delle azioni ordinarie presenti.

LE PAROLE DI VANDELLI

Parole di auto elogio quelle pronunciate da Vandelli prima del voto per il nuovo cda: “Bper è un gruppo da 2 milioni 250 mila clienti (aumentati di 100 mila negli ultimi 3 anni) e oltre 11 mila 600 dipendenti. In questo ultimo triennio, 4 sono stati i nostri obiettivi: crescita, qualità del credito, redditività, solidità patrimoniale”.

I CONTI SECONDO L’AD

“L’utile lordo -ha aggiunto- è stato di 199,1 milioni di euro nonostante i 120 milioni di oneri versati per i fondi a favore delle banche in difficoltà. Come scelta strategica sono calati i crediti deteriorati lordi dal 23,5 al 19,8%. La solidità patrimoniale pone Bper ai vertici delle banche italiane”. “Stiamo lavorando al nuovo piano industriale – ha continuato Vandelli nel suo intervento – che parte da buone basi ma che dovrà avere come obiettivi maggiore qualità del credito e profittività”.

COME HA REPLICATO ALLE CRITICHE

Replicando ad alcune critiche sulla gestione della banca da parte dei soci Samorì e Trenti intervenuti, Vandelli ha sottolineato: “Da parte mia va un ringraziamento forte a chi ha condotto la banca in questi anni, perché se vi guardate intorno, a quello che è capitato al sistema bancario e ad altre realtà, noi oggi ci presentiamo con la migliore patrimonializzazione del mercato. E’ vero, i valori di borsa non sono positivi, ma questo è il momento che sta attraversando l’intero sistema bancario. Nel 2018 il nostro titolo sul mercato bancario è quello che ha performato meglio e il nostro rapporto guardando i principali competitor è in linea o migliore”.

L’ANALISI DEL VOTO

L’alleanza fra il maggior azionista Unipol, le fondazione bancarie dei territori di riferimento e la Confindustria locale hanno incassato il risultato sperato: un rinnovo del cda a loro immagine e somiglianza. Insieme, le varie anime dell’ex popolare emiliana coagulano circa il 27-28% del capitale complessivo.

IL COMMENTO DEL SOLE

“A rendere ancor più rotonda la vittoria per la lista del cda è stato però il supporto dei fondi di investimento (tra questi ci sarebbe Wellington) da cui è arrivato un pacchetto esterno di voti pari al 4-5% del capitale”, ha scritto il Sole 24 Ore. Fondi che, così come accaduto lo scorso anno, hanno scelto di votare per la proposta del board, preferendola a quella di Assogestioni, la cui lista di minoranza infatti ha raccolto il 26,2%, pari al 12% del capitale. “L’esito assembleare – chiosa il Sole – rafforza insomma la leadership di Vandelli, che negli ultimi mesi si è speso per trovare un equilibrio tra le varie anime dell’azionariato”.Attorno al perno modenese si è costituito un patto parasociale del 4,68% cui oggi aderiscono anche Carisbo, Imola e Vignola e che in prospettiva potrebbe allargarsi ulteriormente.

LE PROSSIME MOSSE

Martedì, quando si riunirà per la prima volta il cda che rimarrà in carica fino al 2021, sarà eletto presidente Pietro Ferrari, l’attuale presidente di Confindustria Emilia Romagna, nonché membro del comitato esecutivo, è la figura di equilibrio tra le varie anime della banca. L’imprenditore emiliano, insieme a Mara Bernardini, Elisabetta Gualandri, Valeria Venturelli, Roberta Marracino e lo stesso Vandelli, è una delle sei conferme della precedente tornata assembleare. A Giuseppe Capponcelli, attuale vicepresidente di Nexi nonché ex a.d. di Icbpi, dovrebbe andare – secondo il Sole – il ruolo di unico vicepresidente del gruppo (contro i due attuali).

IL RISIKO PROSSIMO VENTURO

Ma gli osservatori e gli analisti, oltre che gli stessi azionisti, già scrutano il risiko bancario che interesserà Bper, con un occhio particolare a obiettivi e mosse del gruppo Unipol capeggiato dall’ad, Carlo Cimbri. I nomi sul tavolo per una eventuale aggregazione? C’è chi dice la Popolare di Sondrio, chi scommette su Creval, chi su Carige e chi – tra Bologna e Modena – borbotta o cerca di scongiurare il nome di Mps. Ma nulla avverrà quest’anno, è la sensazione unanime. Se ne parla l’anno prossimo, se non nel 2020.

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